Ottobre 31, 2021

SINODO: pronti a muovere i primi passi con gli spazi di dialogo

Con l’aiuto dei “facilitatori” cominciamo a prepararci a questa importante opportunità di rinnovamento della Chiesa

«Vattene dalla tua terra… verso la terra che io ti indicherò!» (Gen 12,1)è il testo biblico scelto per accompagnarci in quest’anno pastorale di preparazione al Sinodo Diocesano: come Abramo, uomo di fede, anche le nostre Comunità sono invitate a “mettersi in viaggio” ed intraprendere il cammino sinodale indetto dal Vescovo Claudio.

In questa prima fase, che è di ascolto delle persone e del loro vissuto in relazione alle problematiche del nostro tempo, i Consigli Pastorali hanno individuato alcune persone che si sono rese disponibili a coordinare nel ruolo di “facilitatori” gli Spazi di Dialogo che ci verranno proposti e a cui siamo invitati a partecipare iscrivendoci cliccando qui.

I facilitatori sono sette a Zugliano (Giacomo, Paolo, Federico, Florina, Natalina, Mariagrazia e Roberto), cinque a Centrale (Monica, Renato, Annamaria, Renata e Massimo) e quattro a Grumolo Pedemonte (Elena, Antonio, Giorgio e Andrea).

Chiediamo ad Annamaria, Antonio e Giacomo, facilitatori rispettivamente a Centrale, Grumolo Pedemonte e a Zugliano, di aiutarci a saperne di più sugli Spazi di Dialogo

Annamaria, cosa sono gli Spazi di Dialogo e chi può prendervi parte?   

Sono incontri che verranno programmati a breve e che si terranno in ciascuna parrocchia, in cui la Chiesa, attraverso i facilitatori, si metterà in ascolto di coloro che vorranno partecipare, portando nelle serate il proprio vissuto, sia positivo che negativo, e le proprie aspettative. Si tratta, in altre parole, di mettersi in ascolto della vita nella sua varietà e ricchezza. Tutti possono prendervi parte, previa iscrizione, siano esse persone in ricerca e praticanti così come lontane da esperienze di fede e non credenti. Viene richiesta solo buona volontà per contribuire al cammino comune. 

Cosa rappresentano questi momenti di confronto per la Chiesa e le comunità?  

Certamente una sfida, affrontata con umiltà, ma anche un nuovo modo di procedere. A noi, generalmente abituati a ricevere dall’alto indicazioni e proposte, viene chiesto ora di dire la nostra e ognuno ha, in effetti, qualcosa che vorrebbe comunicare e suggerire. In particolare è da apprezzare l’apertura a tutti e quindi anche a coloro che si collocano, per così dire, lungo la linea di frontiera della Chiesa e delle nostre comunità.

Gli Spazi di dialogo saranno strutturati in modo ben preciso e il confronto tra le persone seguirà regole dettagliate dalla Diocesi. Antonio, puoi spiegarci più da vicino come si svolgono? 

I facilitatori seguiranno tracce fornite dalla Diocesi: si partirà da un racconto di vita reale per un primo giro di domande a cui seguirà un secondo giro. Tutti i partecipanti potranno condividere e portare la propria esperienza su quanto viene proposto, in semplicità e in un clima familiare. Emergeranno punti di "rottura" (gli ostacoli, i momenti di crisi, di stanchezza, le situazioni di sofferenza), ma anche i "germogli" (le attese, le opportunità, gli slanci, le speranze). Del resto proprio un germoglio è l’immagine, emblematica, scelta da Padova per la campagna di comunicazione del Sinodo.  

Cosa è bene sapere per chi vuole partecipare?

Vorrei precisare alcuni aspetti importanti. Innanzitutto i facilitatori assicurano l’anonimato delle risposte, in quanto riporteranno i concetti che emergeranno, senza nessun riferimento alle posizioni del singolo. Daranno a tutti un tempo ben definito e uguale per parlare, gestendo quindi la condivisione. Il confronto presuppone, in chi vi parteciperà l’assenza di giudizio e il dovere di riservatezza di quanto emerge nel gruppo. 

Giacomo, perché è importante che la Comunità partecipi agli Spazi che saranno attivati?

È innanzitutto un’opportunità, offerta a tutti coloro che sceglieranno di partecipare, di alimentare e rinnovare la propria fede, di riflettere sulle proprie convinzioni e su come esse indirizzano la propria vita. Potranno esprimersi su quello che la Chiesa ha rappresentato per loro e su come vorrebbero che fosse e si evolvesse. Credo che faccia piacere e risulti interessante a tutti avere diritto di parola, poter riportare il proprio pensiero e comunicare quanto si ha dentro.

È un’opportunità da cogliere sicuramente per essere di aiuto a chi ha ruolo di guida, penso al Vescovo Claudio, e costruire insieme, con il proprio contributo, anche se piccolo, quel rinnovamento che i fatti ci dicono urgente e necessario.  

Gli Spazi di Dialogo porteranno, secondo te, benefici anche più immediati, oltre che a lungo termine, per le nostre comunità parrocchiali? 

Certamente. In serate come queste si potranno creare legami e favorire nuove relazioni. Persone che ora sono lontane o fuori dai gruppi potranno avvicinarsi e conoscere meglio le nostre realtà. Ci sarà data la possibilità di vedere e attingere alla ricchezza umana del nostro tessuto sociale. In altre parole, gli Spazi di Dialogo saranno un’occasione per aiutare le comunità a crescere.

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