Ci sono esperienze che, mentre le vivi, sembrano semplicemente giorni da attraversare. Poi, quando arrivano alla fine, ti accorgi che ti hanno lasciato qualcosa in più: un ricordo, una consapevolezza, un legame più forte. Il campo Gubbio – Assisi è stato questo per i ragazzi di 18 anni e oltre delle comunità di Centrale, Grumolo Pedemonte e Zugliano, accompagnati dai loro educatori: un cammino fatto insieme, dopo cinque anni di strada condivisa, che ha permesso di fermarsi, guardarsi indietro e, allo stesso tempo, iniziare a guardare avanti.
È stato un campo unico, diverso da tutti gli altri, bello e divertente, ma anche faticoso. Il cammino ha richiesto impegno e fatica fisica, tra caldo, stanchezza e tanti chilometri, ma tutto questo è stato sempre ripagato dalla compagnia e dalla meta che, passo dopo passo, si avvicinava. La fatica della camminata, alla fine, sembrava quasi svanire una volta raggiunto il traguardo.
Uno dei momenti più belli è stato proprio vedere finalmente Assisi dopo giorni di cammino. Arrivare lì non è stato soltanto raggiungere una meta: è stato fermarsi e rendersi conto di quanta strada era stata fatta, non solo con i piedi, ma anche dentro di sé. L’aria che si respira ad Assisi arriva al cuore e dà un significato ancora più profondo a tutto il percorso.
Questo campo è stato infatti un cammino non solo materiale, ma anche spirituale e personale. Il passo lento e la fatica ci hanno costretto a rallentare, a goderci le piccole cose e ad apprezzare davvero chi ci camminava a fianco. Le tante ore trascorse insieme ci hanno dato la possibilità di parlare, confrontarci e riscoprire le persone che avevamo accanto, ma anche di farci conoscere e riscoprire dagli altri.
Nel cammino ci sono state tante chiacchierate, momenti di divertimento, serate trascorse a parlare fino a tardi, ma anche momenti di silenzio e spiritualità vissuti insieme. Proprio attraverso queste esperienze il gruppo si è rafforzato e sono nati ricordi che rimarranno nel cuore. È stata un’esperienza bella e sincera, nella quale abbiamo avuto la possibilità di vivere momenti unici e significativi insieme.
Il campo è stato anche un’occasione per conoscere meglio noi stessi. È stato un momento di riflessione che ci ha aiutato a crescere, a confrontarci con i nostri limiti e, in alcuni casi, a superare ostacoli che consideravamo invalicabili. Un vero e proprio percorso di crescita personale e soprattutto relazionale, che ci ha permesso di scoprire qualcosa in più di noi stessi e delle persone con cui stavamo condividendo la strada.
Arrivare ad Assisi ha significato anche guardarsi indietro e ripensare ai cinque anni trascorsi insieme. Cinque anni fatti di esperienze, amicizie, risate, serate, difficoltà e tanti momenti condivisi. Ci portiamo a casa un sacco di ricordi, ma soprattutto la consapevolezza di essere cresciuti insieme e di aver avuto accanto persone che hanno avuto un ruolo importante nel nostro cammino.
Per questo il nostro grazie va ai compagni di viaggio, agli educatori e a Don Mauro, che ci hanno accompagnato in questi anni e hanno contribuito a rendere questo percorso un punto fondamentale della nostra crescita personale.
E forse è proprio questo il senso più bello di questo viaggio: scoprire che un traguardo può essere, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza. Assisi non chiude una storia, così come questi cinque anni non finiscono semplicemente con un campo. Rimane ciò che abbiamo costruito lungo la strada: le persone, le parole, le fatiche condivise, le risate, i silenzi, le sere passate a parlare e la certezza di essere cresciuti insieme.
Ora le nostre strade potranno prendere direzioni diverse. Il futuro è ancora tutto da scrivere e non sappiamo dove ci porterà. Ma sappiamo che una parte di ciò che siamo oggi nasce anche da questa strada percorsa insieme. E, ovunque ci porteranno le nostre vite, la forza di questo gruppo continuerà a fare parte di quello che siamo.
Perché quando si è imparato a camminare insieme, viene voglia di continuare a farlo.
E allora… chissà che il prossimo anno non ci si ritrovi di nuovo tutti sulla stessa strada, questa volta con una meta ancora più lontana: Seul, per la GMG.